
Il confronto è sempre un’ opportunità di crescita , in particolar modo fra compagni . Il grado di compagno spesso sottovalutato, perché considerato di transizione, invece offre un percorso lungo e pieno di ostacoli. Durante questo percorso si raggiungono diversi livelli di consapevolezza man mano crescente, che porteranno alla lunga , forse alla maestria.
La crescita di questa consapevolezza avviene proprio tramite il confronto fra compagni, dove ognuno espone il proprio punto di vista a seconda delle proprie esperienze e competenze, allora scopriamo tramite il lavoro a specchio che esistono altre realtà, altri mondi mai contemplati prima di ora.
Quelle competenze dei fratelli , per quanto possano essere simili alle nostre , non saranno mai identiche ed ecco che aggiungiamo qualcosa in più al nostro sapere ed a noi stessi, altre volte sono completamente opposte alle nostre ed è allora che lo scontro fra due pietre genera quella scintilla che darà origine ad un nuovo fuoco di conoscenza.
I tanti geni a cui l’ Italia ha dato i natali, sono venuti alla luce in una società piena di scontri , congiure ed asperità che hanno contribuito all’ evoluzione della società. Il confronto ci aiuta anche a comprendere ciò che da soli abbiamo difficoltà anche a vedere.
Il lavoro associativo è di arricchimento per tutti e soprattutto, fa da lente d’ ingrandimento su ciò che è poco visibile. Per i primi 40 anni della mia vita, ho avuto una visione molto individualista , non dando troppa importanza a ciò che c’ era intorno. Questo mi ha portato a non vedere ciò che realmente desideravo, dando spazio a cose che non solo non mi appartenevano, ma mi facevano apparire diverso da quello che sono .
Spesso dimentichiamo che la nostra identità non esiste che in relazione agli altri, abbiamo delle caratteristiche perché ci sono riconosciute dagli altri , soprattutto se gli altri sono persone care o fratelli, ovvero coloro che non hanno problemi a dirci come realmente siamo senza adulazione o invidia. Ultimamente rifletto molto sul luogo perfetto dove vivere, ebbene non esiste , analizzando tutti i pro ed i contro di tutti i luoghi in cui mi piacerebbe vivere , sono giunto alla conclusione che quel luogo non è geografico ma è ovunque ci siano quelle persone con le quali stiamo bene, che amiamo e che ci amano.
Il lavoro associativo ha rafforzato notevolmente il mio senso di comunità dove il bene comune rappresenta quel tutto di cui facciamo parte e dove qualcosa di bello se non condiviso non può essere apprezzato al massimo, mentre invece una cosa brutta se condivisa può trovare una nuova visione. Un’altra funzione fondamentale di questo lavoro di confronto è quella di abbracciare ciò che è più lontano da noi allenandoci al cambiamento esteriore ed interiore.
Ho detto.
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