Cari Fratelli, voglio condividere con voi questo mio pensiero sul percorso dell’apprendista tra le due forze per me principali nel suo percorso, la resistenza e la speranza.

Mi sono chiesto:

Cosa è la speranza?

La speranza è la fiducia nell’avvenire, nella buona riuscita di qualcuno o qualcosa. Avere fede nella realizzazione, presente o futura di quanto si desidera.

Cosa è la resistenza?

La resistenza è la forza che contrasta un’altra forza, un’azione, un cambiamento.

Nella vita profana abbiamo spesso dei limiti, imposti dalla società o da noi stessi. Le nostre esperienze negative, che ci hanno portato a soffrire, tendono a bloccarci per non cadere in una potenziale sofferenza dovuta al cambiamento. L’essere umano è portato naturalmente a preferire il suo stato “attuale” rispetto all’ignoto per spirito di autoconservazione.

Tuttavia, il miglioramento è un cambiamento, e per crescere, per superare una fase di difficoltà, a volte è necessario sforzarci per andare contro i nostri istinti e raggiungere quello che speriamo di ottenere.

Mi sono trovato spesso nella situazione in cui ero insoddisfatto ma con troppa paura per poter agire e cambiare la mia situazione. Cambiare lavoro, cambiare il posto in cui si vive, cambiare persone con cui ci si circonda non è facile ma a volte è necessario.

La spinta per il mio primo cambiamento l’ho avuta un po’ per caso, quando mi è stato fatto notare da un estraneo che mi stavo lamentando del mio status senza fare niente per cambiarlo e mi è venuta in mente questa frase “fare sempre le stesse cose ed aspettarsi un risultato diverso è la definizione di stupidità”. Era vero.

Mi sono spinto a superare la mia resistenza forzandomi a saltare nel buio. Totalmente contrario al mio io. Non è stato facile. Ci sono state sfide e momenti difficili. Ho pensato di mollare ma non l’ho fatto perché sentivo che stavo cambiando qualcosa e già quello mi faceva sentire vivo. Ho fatto cose che non avreiai pensato di poter fare in vita mia, e più andavo avanti più mi davo forza per continuare. Anche avere un supporto per non perdersi è stato fondamentale nei momenti più bui. Poi un giorno mi sono fermato ed ho realizzato che non ero più quello descritto dall’estraneo, ma che avevo migliorato me stesso e il mio status.

Da quel momento sono stato più aperto al cambiamento, è sempre meno difficile e ne ho  meno paura.

Quindi, cos’è la speranza dell’Apprendista?

La speranza all’interno del percorso iniziatico si può accostare alle motivazioni che ci hanno portato ad entrare in una loggia e alla spinta del voler apprendere, al fine di migliorare noi stessi in primis.

Quindi cos’è la resistenza dell’Apprendista?

La resistenza dell’Apprendista è quella forza che contrasta il cammino massonico. Spesso causata da mancanza di supporto, paura del cambiamento o modelli mentali rigidi che ostacolano l’acquisizione di nuove competenze

Da iniziati abbiamo già superato delle resistenze. Nel gabinetto di riflessione con tutti gli avvertimenti e i simboli presenti sul tavolo, quando siamo stati interrogati ripetutamente sulla convinzione di voler continuare il rito, o semplicemente l’affidarci al fratello esperto nel cammino rituale. Questo è stato possibile grazie alla motivazione iniziale la speranza.

Se la resistenza è maggiore della speranza o motivazione, il percorso si blocca e potrebbe finire, mentre se la speranza o motivazione è maggiore allora il percorso continua.

Pertanto per proseguire nel percorso iniziatico con successo abbiamo due leve da poter tirare:

Quella per aumentare la motivazione e quella per abbattere le resistenze.

Pssiamo ritrovare la nostra motivazione magari riflettendo sul passato, su quello che ci ha portato ad iniziare il nostro percorso. Oppure osservando dove siamo. I risultati raggiunti possono aumentare la nostra motivazione, quelli non raggiunti farci capire quali resistenze abbiamo incontrato, anche inconsapevolmente, per poterle togliere.

Non è facile fermarsi, pensare e rispondere sinceramente a queste domande.

Ci sono vari aspetti che voglio migliorare di me, e la volontà di crescere è sicuramente una parte fondamentale del percorso che sto facendo e voglio fare, ma la spinta ad entrare e la motivazione più forte per me è stata la sensazione di essere in un porto sicuro, dove essere me stesso, essere libero.

Quando ho assistito all’equinozio d’autunno, ancora non da Fratello, ed ho assistito alla condivisione di visioni ed esperienze personali, con quella forza, quella tranquillità, con quell’energia, ho “sentito” l’eggregore senza sapere cosa fosse. Si stavano condividendo parti del proprio io con altre persone, non solo davanti ai Fratelli, ma davanti a due profani.

Mi sono commosso. Non ero abituato.

Non lo sono probabilmente neanche ora.

A volte mi chiedo perché sono entrato, ma trovo la risposta ogni volta che vivo la loggia e viaggio.

Riscopro l’importanza dell’eggregore, mi torna in mente quella sensazione così forte che mi ha fatto entrare e le resistenze si abbassano. Riesco a condividere e confrontarmi in un luogo sicuro e libero, dovendo concentrarmi solo sul migliorare me stesso.

Tutti noi abbiamo il nostro percorso, diverso l’uno dall’altro, ma non siamo da soli a percorrerlo.

La fratellanza può aiutare a muovere quelle leve, sia per la motivazione che per le resistenze, ma non può farlo per te, può solo aiutarti a spingere.

Ho detto