
In un mondo pieno di insidie, esteriori ed interiori, in cui regnano prettamente gli impulsi e i vizi, l’elevazione spirituale diventa un mezzo molto importante per essere luce nel buio, prima per sèstessi e poi per gli altri. Il conseguimento di tale elevazione è però strettamente connesso alla conoscenza e alla ricerca del Sapere. Essi sono strumenti che consentono di essere innanzitutto sé stessi, guidando poi l’essere degli uomini verso l’evoluzione. Ma da dove nasce tale esigenza? Perché la conoscenza e il Sapere sono così importanti per l’elevazione spirituale?
Fin dalla preistoria l’uomo ha iniziato il corso della sua evoluzione, all’inizio tramite istinti e poi tramite anche la ragione, arrivando a un punto in cui ha anche cominciato a sentire il bisogno di indagare su sè stesso e sul Cosmo. Venendo alla storia a noi più vicina e afferente alla Tradizione Esoterica Occidentale, a partire dai popoli mesopotamici, e passando per quelli egizi, greco-alessandrini, ebraici, greci, romani fino ad arrivare ai Costruttori di Cattedrali e ai giorni nostri, si è sempre cercato di dare una risposta all’invisibile e alle domande: da dove veniamo? chi siamo? dove andiamo? E’ stato fatto con la Filosofia, con le speculazioni, con le scoperte scientifiche, con i riti magici, le preghiere, i Trattati esoterici, le Tradizioni Iniziatiche e tanto altro. Tanti movimenti e tante scienze esoteriche hanno accompagnato il cammino di molti e alcuni uomini non si sono mai fermati alle apparenze.
Ma veniamo al dunque. La ricerca del Sapere, che accompagna l’uomo da sempre, risulta necessaria ai fini della conoscenza propedeutica all’elevazione spirituale. Il nostro Spirito è imprigionato nelle bassezze della materia, senza trovare spesso con essa un equilibrio e, facendo così, ne diventa schiavo. La pietra cubica nascosta nella pietra grezza è l’esempio calzante a livello muratorio. Ma per rispondere alle tre domande sopra menzionate e per conseguire l’evoluzione spirituale dobbiamo innanzitutto sapere cosa, come, perché e quando fare. Non si evolve spiritualmente per miracolo divino bensì mediante un arduo lavoro su sé stessi, da cui conoscenza e sapere non possono assolutamente trascendere. Il primo passo, che accompagna tutta la vita di un Iniziato, è la conoscenza di sé stessi per poi correggersi. Ma già solo conoscere sè stessi è difficile, perché il nostro Io è avvolto da diverse sovrastrutture che vanno eliminate. Succede anche che, durante questo percorso, non accettiamo di essere stracolmi di impulsi, vizi e che spesso è il nostro lato ombra a comandarci. In questo cammino si rendono necessari strumenti, come quelli massonici, per guidarci e illuminarci sia razionalmente che non. Il metodo simbolico della Massoneria, ad esempio, mira infatti sia a far ragionare l’Iniziato sia a fargli vivere sensazioni mistiche attinenti la sfera emotiva per il risveglio della coscienza. Il tutto, accompagnato anche da un percorso di studi, consente di conoscere sè stessi e il mondo e così facendo, avvicinando il proprio Io alla Verità, lo si rende più libero e autentico. Piano piano ne consegue la liberazione della nostra scintilla interiore. Liberazione che ci consente prima di stare bene e poi di evolverci spiritualmente. Ma senza una Tradizione di riferimento, senza un metodo, quindi senza sapere e senza conoscenza, è impossibile evolvere spiritualmente.
Io da tanto tempo sono andato alla ricerca del sapere e della conoscenza ma vagando come un cieco. Mi sono ritrovato in ambienti dove ho fatto delle esperienze ma che non erano tanto consoni alla mia crescita, risultando in alcuni casi contro-iniziatiche. Grazie alla Loggia Kilwinning ho scoperto un nuovo approccio verso la conoscenza. Grazie alla ritualità giusta e perfetta, all’amore fraterno, alla custodia della Tradizione e alla presenza di un metodo ho capito che ho tanto da correggere in me stesso e so che, solo se lo farò, un giorno potrò evolvere anche spiritualmente parlando. Al momento non so da dove vengo, non so chi sono, non so dove andrò ma so dove sto e questo mi fa sentire meglio.
Molto spesso si confondono le nozioni e i gradi massonici con la crescita spirituale quando invece si tratta di puro ego. La ricerca del vero sapere e della vera conoscenza sono chiavi che consentono di attuare una reale trasformazione interiore che, passo dopo passo, ci conducono verso la Luce che portiamo dentro, in grado di farci riconoscere il bello che è intorno a noi che fa brillare l’Universoe le anime illuminate nella loro eterna armonia.
Ho detto
Antonio
Francesco Ropresti
Carissimi Fratelli,
la ricerca della conoscenza non è un cammino facile. Esso è fatto di dubbi, errori e come spesso mi accade illusioni. Ci si perde, si cade, ma si riparte sempre. Nonostante tutto, si continua a cercare, perché dentro di noi abbiamo quella fiamma divina che sappiamo si spegnerà il giorno che ci trasformeremo in alto… e forse in quel momento comprenderemo realmente ciò che abbiamo ricercato. Mi piace pensare che quel che facciamo sarà il nostro bagaglio a mano da portare per il dopo.
A differenza del Fratello Antonio, non ho mai cercato prima di fare parte di questa corporazione. Ho creduto non di ritrovare, bensì già di avere tutte le risposte, ma poi ho scoperto che erano solo altre domande.
Ho ben compreso che in questo viaggio la conoscenza non è un titolo o un grado o ancjor peggio un insieme di cose da studiare fine a se stesse. Per me la conoscenza è esperienza vissuta, un cambiamento interiore, è il coraggio di guardarsi dentro e riconoscere che c’è ancora tanto da lavorare. Come diciamo spesso, è l’umiltà di ammettere chi siamo a farci continuare a lavorare sulla nostra pietra, imperfetta.
La Massoneria oggi mi ha insegnato che è uno strumento per migliorarsi, guidandoci verso la nostra verità, quella che non si insegna, ma si scopre nel nostro cuore.
Ho detto.