Il Maestro delle Cerimonie.

Carissimi Ven.Mo Maestro e Fratelli Tutti,
senza la pretesa di voler rendere un compendio esaustivo su Questo Ufficiale di Loggia, così denso di compiti e significati simbolici, è mio gradito dovere condividere alcuni insegnamenti personali che ho tratto meditando sul difficile lavoro che l’Iniziato compie nel lavoro di ricoprire una carica.

Il Maestro delle Cerimonie è il responsabile della corretta attuazione del Rituale. Ne cura ogni aspetto, dagli elementi di arredo alle procedure di esecuzione. Nella nostra R.L. Kilwinning questa carica di Loggia è assimilata a quella del 1 Diacono, da cui ne trae l’origine.

Provvede alla Squadratura del Tempio e a tracciare o collocare il Quadro di Loggia. Attinge la fiamma dal Testimone e la porta alle Piccole Luci. Procede all’invocazione delle forze invisibili nell’apertura e chiusura dei lavori e a predisporre i Fratelli alla preparazione fisica e mentale per accedere alla dimensione del Sacro.

Il suo strumento è un bastone o asta che, tra i molti significati, richiama al caduceo di Hermès, Dio messaggero associato a questo Ufficiale di Loggia. A questo strumento in antichità era attribuito il potere di conciliare tra loro gli opposti per crearne armonia, simbolo di pace e felicità comune.

Richiama anche il bastone della salvezza, quello del pastore sacerdote, profeta e guida delle anime verso la liberazione e l’immortalità. Nell’iconografia religiosa occidentale, lo si vede impugnato, fra molti altri, dal dio Anubi, da Abramo, Aronne, Mosè e da Giuseppe padre di Gesù.

Il MdC incarna il cuore pulsante della Loggia. Nella sua sua marcia rituale, calma e puntuale, ricorda il giusto ritmo cardiaco. Come questo muscolo involontario, il MdC svolge le sue funzioni in modo indipendente, da quello del Ven.Mo Maestro e dalle altre Cariche, seppur a questi interconnesso e complementare.

Il cuore irradia all’intero organismo la sostanza vitale e rigenerante. È il primo organo a funzionare nel feto, già di pochi millimetri, facendosi subito motore per la costruzione della macchina umana ed è in grado di pulsare ancora per qualche istante dopo la cessazione cerebrale.

Così il MdC è colui che, entrando per primo nel Tempio, apre la via per la dimensione del sacro, il luogo più intimo dove si svolge il lavoro di Loggia. Per ultimo lo lascia dopo aver ricondotto i partecipanti sulla via del ritorno.

Il nostro Rituale lo indica come responsabile del campo energetico. In ogni suo gesto, eseguito con disciplina, al momento giusto e in modo scandito, egli riversa le proprie energie, rimettendole in circolo tra i tutti i partecipanti, cosicché la forma si possa trasmutare in sostanza utile a mantenere vivo il campo energetico.

La trasformazione del Cosa viene messo in atto, si manifesta lungo la via del Quando, del Quanto e del Come, fino al Quale, alla qualità. Questo mi insegna come il regolo si possa utilizzare tanto sulla linea temporale quanto su quella dello spazio, dacché la qualità del risultato dipende non solo dal momento dell’azione ma anche da come si agisce e da quanto cuore vi si mette.

Queste e altre funzioni rendono questo Ufficiale di Loggia, tra tutte le cariche (non meno fondamentali), forse una delle più difficili sia da sondare che impersonare. Io stesso ne sono rimasto sedotto e quasi imbrigliato. Il nemico dell’Iniziato è sempre pronto a giocare le sue carte.

Se il miglior attore è quello che interpreta in profondità il suo personaggio senza caderne innamorato e posseduto, così anche l’Iniziato, nell’interpretare una Carica di Loggia, deve stare molto attento a non farsi interpretare a sua volta, rischiando di divenire egli stesso un feticcio.

Il vero attore esorcizza il personaggio e lo mette al suo servizio. Così l’Iniziato riceve la vera Iniziazione, il vero insegnamento. Se riesce a dominare se stesso senza uscirne dominato, allora potrà essere libero e la vera conoscenza gli arriverà dritta al cuore.

In questo modo il MdC si fa guida delle anime. Introducendo sè e i partecipanti al Sacro e riconducendoli alla Sala dei Passi Perduti, mi insegna che prima è l’Iniziato a interpretare una carica di Loggia, poi che l’Iniziato torna a essere un Uomo che interpreta se stesso e che il miglior modo
di trarne conoscenza è farlo gradualmente con tutti i sentimenti e tutta la serietà ma col giusto coinvolgimento.

Infine, essendo colui che indica la Via, Il MdC mi insegna che, seppur l’Iniziato debba trovare la forza e il coraggio di andare nella profondità di se stesso, egli deve ricordare di conservare le energie necessarie per percorrere la strada di ritorno, tenendo stavolta in una mano l’insegnamento e nell’altra la luce per illuminare il sentiero.

Mai l’Iniziato deve dimenticare che sta lavorando per la sua libertà e non per esserne oppresso, giacché il suo scopo è quello di scavare oscure prigioni al vizio ed edificare templi alla virtù, stando attento a non restarne lui stesso imprigionato.

L’una può diventare una trappola buia, l’altra invece una gabbia dorata.

Ho detto.

Precedente

Massoni e Profani.

Successivo

I simboli iniziatici della Massoneria del Marchio.

  1. Emiliano Menicucci

    Buongiorno Carissimi Fratelli, difficile, almeno per me, fare una riflessione profonda su un carica che non ricopro. Un carica, il suo significato profondo, devono essere interiorizzate da chi la esercita affinché quello che rappresenta possa essere trasmesso e sopratutto essere di beneficio sia per chi la esercita sia per gli altri. Io ho fatto una sola volta il Maestro delle cerimonie ma l’ho fatto per necessità di Loggia e quindi mi sono concentrato sugli aspetti “meccanici” , sul provare a non fare errori. Stavo recitando una parte, lo ammetto. Non stavo ricoprendo quella carica. Ogni carica che ricopriamo comporta un lavoro su noi stessi importante, perchè quella carica ha un signifcato che la Tradizione trasmette. Ci vuole tempo affinchè un carica possa essere esercitata trasmettendo quella magia e quella energia necessaria alla sua esecuzione. Non voglio fare un esercizio accademico e nozionistico di ricerca su cosa sia il Maestro delle Cerimonie. Non darebbe nessun valore aggiunto a quello che ognuno di noi può trovare su Internet o sui libri che stiamo leggendo. Posso però esprimere un sentito personale. Il Maestro delle Cerimonie rappresenta il cuore quindi il suo dono deve essere quello di trasmettere vibrazioni che possano essere percepite dai cuori dei Fratelli. E’ lui il principale creatore di un buon Eggregore. Come può avvenire? Intanto deve prepararsi , come ci dice il rituale, nel suo “cuore” . Deve avere un cuore ben predisposto e preparato alla responsabilità che va esercitando. Poi deve essere preparato nella “testa” , deve avere tutto sotto controllo, deve accertarsi che prima , durante e dopo sia tutto giusto e perfetto. Poi deve essere praparato nel “corpo” : deve sapere come e dove muoversi, deve conoscere la gestualità, deve dettare il ritmo della Tornata. Lui ha un bastone durante tutta la Cerimonia, è il suo strumento. Il bastone rappresenta la guida che tutti noi seguiamo volontariamente. Le sue movenze devono essere calme e sobrie, devono contribuire a creare Armonia nel corso della Ritualità. Oltre a tutto questo, e’ un ruolo che richiede disponibilità di tempo: chi lo esercita sa che deve donare tempo e risorse, sia per la preparazione personale sia per quello che materialmente gli viene richiesto. Per quanto detto sopra la mia personale conclusione è che non sia un ruolo per tutti, di base deve esserci una naturale predisposizione di cuore e di animo, è un ruolo che non si insegna ne si impara.
    Ho detto

  2. Antonio De Chiara

    Buongiorno a tutti. Anche io ho avuto un’esperienza simile al Fratello Emiliano. Ho fatto ( e uso volontariamente questo termine) il MdC per 2 anni in una Loggia scozzese e di stampo militare dove mi concentravo solo sull’aspetto tecnico del rituale, perchè ad ogni minimo errore piovevano durissimi richiami. L’ho poi fatto nella Loggia e nel Rito Egizio ma senza la giusta consapevolezza. Tuttavia, proverò ad esprimere le mie sensazioni e il mio pensiero. Il Primo Diacono( o MdC) è il responsabile principale del campo energetico della Loggia se svolge il suo ruolo con consapevolezza. Con la sua “bacchetta magica” si fa Pontefice tra Cielo e Terra, nel senso che con la sua armonia dei gesti, dei movimenti e delle azioni richiama le energie celesti e le convoglia e distribuisce nella Loggia. Rappresenta il cuore della Loggia perché è il centro di tutta la ritualità. Ovviamente deve avere ( cosa che io non ho ancora) la consapevolezza giusta. Inoltre credo che sia basilare che possa svolgere questo lavoro nella modalità giusta e perfetta solo se i cuori dei Fratelli sono armonizzati e focalizzati sul rituale. A loro volta, a mio avviso, i cuori dei Fratelli vengono coadiuvati nell’armonizzazione dal giusto lavoro esoterico del 1° Diacono o MdC per un connubio avvicendevole. Questo secondo me. Ho detto

  3. Leonardo Lunetto

    Il MdC è probabilmente, nel rituale massonico, la figura più importante per la sua attività exoterica ed esoterica. Figura molto antica, ha la capacità ed il dovere di unire gesti, è rituali che sono prettamente materiali associandoli a dei significati così simbolici e profondi che si può dire che senza la loro presenza verrebbe meno l’Eggregore che invade il tempio durante i lavori. La sua presenza è fonte di sicurezza e disciplina per gli apprendisti e nuovi iniziati ma anche la via maestra per gli anziani e compagni in quanti richiama alla disciplina ed allo studio. Persona complessa, è solo grazie allo studio profondo dei riti e della storia massonica che gli permette di lavorare con successo. Dal mio punto di vista una tornata senza il MdC non sarebbe lo stesso, non darebbe il via a quella sensazione di pace necessaria per poter lavorare in loggia. Il suo richiamo all’eterno oriente, la sua richiesta di meditare per prepararsi ai lavori ha un effetto in me di tranquillità e di fare una cosa che voglio fare. La sua partecipazione diventa in parte la mia anche se non con la stessa ritualità e presenza ma efficace allo stesso modo. Ho detto.

  4. Francesco Ropresti

    Fratelli Carissimi,

    il cuore. Un muscolo che “dovrebbe” muoversi solo per mano volontà del cervello. Si può rallentare, ma è l’unico muscolo con fibre striate che si muove autonomamente….

    Ovvio che è una carica di grande responsabilità, che va eseguita con il massimo zelo, ma non più o meno delle altre…. Farò un paragone calcistico. È paragonabile ad un portiere, se sbaglia lui aimé ne risente tutta la squadra in maniera immediata, ma una squadra di calcio ha la fortuna di avere tanti ruoli che possono far si che il portiere continui nella sua mansione e a guidare la squadra, avendo una visione del campo ben chiara. Solo sapendo di calcio può farlo. Ci vuole molto studio e preparazione.

    Personalmente è poco che ho iniziato questo ruolo, non nego il peso e la responsabilità che ne deriva. Posso condividere con voi una personalissima sensazione che ho avuto in queste 3 opportunità che ho avuto per svolgerlo. Chiudo tutte le sensazioni esterne, non odo rumori, non vedo occhi, non percepisco né caldo né freddo. Sento però i vostri cuori, quello si. Mi isolo da tutto ciò che il mio cuore giudica che non è di buono per la ritualità.

    Ho detto

  5. Antonio Cozzolino

    Buonasera a tutti, Il Maestro delle Cerimonie talvolta sembra operare dietro le quinte, ma invece ha un’importanza fondamentale nella nostra esperienza massonica.
    Come apprendisti, iniziamo il nostro viaggio massonico sotto la sua guida. La sua presenza discreta e attenta ci accompagna e ci introduce nel Tempio, ci orienta tra i simboli e ci invita a osservare il silenzio e il rispetto, con gesti e parole che sembrano semplici ma che, in realtà, nascondono significati profondi.
    Questa figura è il primo punto di contatto tra il neofita e la Loggia, ed è colui che, con pazienza e dedizione, insegna a ognuno di noi come muoverci, dove sostare e come prepararci alla comprensione dei simboli e dei rituali che danno senso al nostro percorso.
    Possiamo rivedere questa importante figura anche nella Divina Commedia, parlo di Virgilio che ha il compito di guidare Dante durante il suo viaggio, proprio come il nostro viaggio iniziatico.
    Quando varchiamo per la prima volta la soglia del Tempio, il Maestro delle Cerimonie non ci dice cosa pensare o come interpretare i simboli. Al contrario, ci lascia esplorare, ci invita a sentire. Questo silenzio è intenzionale: il Maestro delle Cerimonie non deve darci risposte, ma stimolarci a porci domande.
    In poche parole è il mediatore tra il mondo profano con quello iniziatico.
    Ho detto.

  6. Marco De Giovanni

    Il MDC come già detto dai fratelli, e’ la nostra guida interna ed esterna durante le tornate.
    Responsabile dell’ordine e dell’armonia tra le colonne.
    Per non ripetermi da ciò che i fratelli hanno già espresso ampiamente su questo simbolo (MDC), cercherò esotericamente di raccontarlo come se fosse una parte del nostro corpo.
    Lo paragono al fegato, questo regola le funzioni vitali ed ha contatti con tutti gli altri organi vitali.
    Esso se lavora correttamente ci permette di dormire bene, digerire, regola l’umore e comunica tramite il nervo vago con il cervello, quasi in simbiosi…
    Questo per dire che, anche non essendo una Luce, il MDC, a mio avviso, riveste il ruolo operativo piu importante.
    Ciò che entra ed esce dal nostro corpo e’ metabolizzato e detossificato dal fegato.
    Lo stesso nelle cerimonie, il MDC apre e chiude i lavori,prendendosene cura di questi.
    Responsabile inoltre dell’umore e la dedizione dei fratelli sulle discussioni che si andranno a svolgere, cercando di chiarire dubbi e disaccordi, riportando l’equilibrio.
    Ci collega con il sacro e alla fine ci riporta nella materialità.
    Essendo anche una guida quindi, non può che essere un esempio sopratutto per gli apprendisti, che in lui vedono il percorso tracciato.
    Concludo questa mia piccola riflessione che aldilà del VM che rappresenta la Loggia e l’anima di essa, il MDC rappresenta ciò che la muove e la rende viva.

    Ho detto

Lascia un commento

Powered by WordPress & Tema di Anders Norén