
Venerabilissimo Maestro e Cari Fratelli,
Perché due mondi? Due mondi perché, in quanto apprendisti che hanno intrapreso da poco il cammino iniziatico, si percepisce sensibilmente la differenza tra il vivere da massone e il vivere da profano.
Il titolo della tavola contiene sicuramente una parola piena di senso che racchiude il nostro mondo nell’ultimo anno: la parola “cammino”.
Da secoli è l’espressione ideale per intendere un percorso sia di natura materiale ma, e soprattutto, spirituale. Non a caso, Dante Alighieri ha usato spesso questo termine nelle sue opere più famose per spiegare il senso del suo lavoro.
Nella Divina Commedia, l’autore intraprende il suo “cammino”, la sua “strada”, partendo dalla parte più oscura del suo viaggio, ossia l’Inferno, per andare incontro alla luce o, per chi vuol chiamarlo, il Paradiso.
Ma anche nel Convivio si intraprende un cammino, si imbocca la strada che porta alla conoscenza umana attraverso l’applicazione delle arti e degli studi. Tutto questo ha un suono così familiare con questa tavola: il percorso da imboccare per uscire dall’oscurità e andare verso la luce.
In questo percorso si commettono spesso errori di valutazione semplici ma frequenti: considerarlo un gioco, qualcosa da affrontare solo due volte al mese o, peggio ancora, pensare che l’Iniziazione si esaurisca in un’esperienza interiore o riservata esclusivamente ai Fratelli. Nulla di tutto questo è corretto
Dal giorno della partenza per una destinazione ignota ma che promette tanta luce, si realizza che l’iniziazione e l’uso degli strumenti bisogna portarli dentro ma anche fuori, nel mondo profano.
Io, Leonardo, avevo l’impressione che in principio tutto era fluido e facile; la mia vita privata si sposava bene con gli impegni con la Loggia, ma purtroppo non è stato così per sempre.
Man mano che trascorreva il tempo, il mio viaggio, fatto di tappe importanti come le tornate, si interrompeva, trovava delle buche generate dall’esigenza di saper conciliare gli impegni profani con quelli di Loggia, cosa non sempre facile.
Non era una cosa insormontabile, ma la scelta di vivere in equilibrio familiare senza ledere gli interessi intorno a te spesso ti porta a non scegliere con leggerezza e facilità.
Il fatto di non poterne far comprendere, a volte, a casa l’esigenza, ma principalmente la tua necessità personale di vivere del tempo con i tuoi fratelli, ha reso, a volte, problematico percorrere la mia strada fluidamente.
Integrare la mia Iniziazione nel quotidiano con il mio lavoro non è stato particolarmente difficile: a parte non essere presente per impegni che mi portavano lontano, la mia iniziazione ha permesso di lavorare anche meglio perché, fortunatamente, alcuni degli strumenti che guidano il massone li avevo, senza averne la ben minima idea, applicati nei miei rapporti nel quotidiano di lavoro.
Conoscere me stesso, sbagliare, cadere e riprovare dall’ultimo sbaglio fatto nel tentativo di capire me stesso, mi ha permesso di essere un soldato diverso. In quest’ultimo anno il mio cammino mi ha fatto vivere la mia vita come una montagna russa: tanti momenti alti, attimi preziosi da imprimere nel cuore e nella mente, ma anche diversi punti bassi.
Quei punti che ti appaiono quando pensi che in realtà non hai tolto neanche una minima pietruzza dalla tua grande pietra, quando pensi che quello che stai facendo ti dia la sensazione che vada nel verso sbagliato di come va il mondo.
All’inizio, quando non vedevo materiale di risulta dal mio lavoro sulla pietra, lo sconforto era grande, ma a volte è bastato parlare davanti a un caffè con i miei fratelli per capire che forse la polvere che avevo fatto era presente, solo che era nascosta sotto il tappeto, tra i piedi o semplicemente andata via, ma comunque c’era. E allora, grazie al dubbio, grande compagno di viaggio di ogni uomo che è alla ricerca, capisco che la risposta non è sempre a disposizione ma va cercata anche nello sconforto del momento.
Io, Luca, solo da poco sono nella fratellanza come libero muratore.
Per quanto riguarda il vivere l’iniziazione nel quotidiano, sinceramente non ho trovato ad oggi grandi cambiamenti: la mia vita scorre più o meno allo stesso modo di qualche mese fa, anche perché gli argomenti trattati fino ad ora e gli strumenti ricevuti già provavo ad applicarli anche da profano, non sapendo fossero strumenti alla base della Massoneria: il dubbio, la tolleranza, l’umiltà, la disciplina che sicuramente vengono applicati senza moderazione e su questo dovrò lavorare per imparare a farlo, ma in fondo mi rispecchio molto in questi principi.
Mi rendo conto che al di fuori del Tempio non ci sono i fratelli che adottano gli stessi principi, sarebbe troppo facile; il mondo profano è fatto di uomini e donne con cui spesso ho difficoltà ad approcciarmi poiché vedo quei sani principi a cui tengo molto troppo spesso calpestati.
Non dico di essere migliore degli altri, ognuno è come è, ed io non sono nessuno per giudicare, ma vorrei circondarmi di persone con cui sto bene e mi fanno stare bene; da questo punto di vista essere entrato a far parte di questa R.L. Kilwinning è stato un po’ controproducente poiché la sensazione di benessere che provo quando condivido il tempo ed i valori con voi non li avevo mai provati e vorrei trovare quella serenità anche al di fuori del Tempio, con la speranza che questo cammino mi porti a questo.
Siamo ancora all’inizio del nostro viaggio e di luce ne vediamo forse poca, o meglio vediamo dei puntini, ma sufficienti a farci comprendere che la strada che si sta seguendo è giusta, ma nulla è scontato e dovuto; la strada la devi asfaltare tu con la speranza, l’essere positivo, l’essere onesto e retto, la costanza nel lavoro in modo che non si dovrà sempre camminare ma a volte anche correre.
Ma la meraviglia che ci circonda da quando siamo in viaggio, a volte, ci fa provare un senso di tristezza perché quel senso di serenità che troviamo in Loggia con i fratelli la si vorrebbe provare tutti i giorni della nostra vita.
Ho detto
Fr. Leonardo e Fr. Luca
Francesco Ropresti
due mondi? Ma Siamo sicuri? Il punto non è camminare tra due mondi, ma riconoscere l’illusione che i mondi siano due. Diciamo “profano” e “iniziatico”, “fuori” e “dentro”… Ma questi non sono opposti…. Sono proiezioni diverse dello stesso specchio. L’Iniziazione non si vive nella Loggia. Nella Loggia si ricorda. Il vero Lavoro c’è quando siamo nel traffico o in un litigio con un familiare… E poi, magari, ci fermiamo. Ed è in quel fermarsi che la luce si fa spazio. Forse i due mondi è uno solo. Dobbiamo vedere questo luogo con uno sguardo iniziatico, perchè essere Iniziati non significa saper vivere da Liberi Muratori ogni giorno, ma non riuscire più a vivere in nessun altro modo. E questa non può essere tristezza nel mondo, ma ci ricordiamo chi siamo. Deve essere una ferita che tiene aperto il cuore. Fratelli,Leonardo e Luca.. il vostro cammino èanche il mio… ma forse… non stiamo camminando verso un altro mondo…. chissa… forse stiamo solo tornando a casa.
Ho detto.