Loggia Kilwinning
Storia
L'Associazione Culturale Kilwinning Riconciliazione n. 88 all'Oriente di Viterbo nasce nel 2017 come struttura associativa collegata all'omonimo Capitolo del Rito di York, anch'esso denominato Kilwinning Riconciliazione n. 88 all'Oriente di Viterbo.
Fin dalla sua costituzione, la Presidenza dell'Associazione viene affidata a Paolo Giulio Gazzano, che nello stesso periodo ricopre anche l'incarico di Gran Sacerdote del Capitolo del Rito di York per il biennio 2017-2019.
Successivamente, con la cessazione dell'attività massonica del Capitolo, l'Associazione Culturale rimane formalmente in essere, pur attraversando un periodo di sostanziale inattività.
La prematura scomparsa dell'amico e Fratello Alberto Motta rappresenta il momento che riporta nuova vita all'Associazione. Nasce così il desiderio di recuperare quella realtà già esistente e trasformarla in qualcosa di più ampio, vivo e partecipato: un luogo capace di promuovere cultura, incontri, iniziative filantropiche, momenti di condivisione e attività ispirate anche alla memoria di Alberto e ai valori che aveva condiviso con noi.
Nel 2023 viene quindi avviato un percorso di riorganizzazione formale dell'Associazione, con la regolarizzazione presso l'Agenzia delle Entrate, il cambio di denominazione e la costituzione di un nuovo direttivo.
Nel 2024, con la nascita ufficiale della Rispettabile Loggia Kilwinning all'Oriente di Tolfa, costituita come Loggia Sovrana aderente alla Federazione delle Logge di San Giovanni, l'Associazione Culturale assume definitivamente il ruolo di struttura civilistica di riferimento della Loggia.
Da quel momento, le due realtà procedono affiancate ma con funzioni distinte: la Loggia opera sul piano massonico e iniziatico, mentre l'Associazione Culturale costituisce lo strumento attraverso il quale possono essere sviluppate attività culturali, sociali, filantropiche e organizzative rivolte anche all'esterno.
L'Associazione mantiene così una continuità ideale con la propria origine, ma ne amplia il significato: da semplice struttura collegata a un organismo rituale, diventa nel tempo una realtà viva, capace di custodire memoria, creare occasioni di incontro e tradurre in attività concrete i valori di fraternità, cultura e solidarietà.