
I Misteri furono istituiti con lo scopo di risvegliare i poteri spirituali che, circondati dall’anello infuocato della lussuria e della degenerazione, giacciono addormentati nell’anima dell’essere umano. Erano insegnamenti per mezzo dei quali l’uomo può superare la sua natura inferiore, dominare le sue passioni, e dare espressione alla parte più elevata di se stesso. In altre parole, all’uomo si offriva una via, affinché potesse recuperare la sua condizione perduta.
I Riti di Eleusi erano divisi in Misteri Minori e Maggiori. I Misteri Minori erano celebrati in primavera (probabilmente nei giorni dell’equinozio) nella città di Agra, ei Maggiori in autunno (il tempo dell’equinozio d’autunno). La leggenda usata nei riti Minori è quella del rapimento della dea Persefone, la figlia di Cerere, ad opera di Plutone, il signore dell’oltretomba, o Ade. Mentre stava raccogliendo fiori in un bellissimo prato, la terra improvvisamente si aprì e il tenebroso signore della morte, alla guida di un magnifico carro, emerse dai suoi cupi abissi e, afferrandola tra le sue braccia, portò la dea, urlante e dimenantesi, nel suo palazzo sotterraneo, dove la obbligò a divenire sua sposa.
Gli insegnamenti impartiti al neofita erano sostanzialmente i seguenti: l’anima dell’uomo, di sovente chiamata Psyche, e nei misteri Eleusini simboleggiati da Persefone, è essenzialmente un qualcosa di spirituale. La sua vera casa è nei mondi superiori, dove, libera dai vincoli e dai principi materiali, può vivere compiutamente e autorealizzarsi. L’oscurità e l’atmosfera tetra dei Misteri Minori rappresentavano l’agonia dell’anima spirituale, incapace di esprimere se stessa, in quanto aveva accettato i limiti e le illusioni del mondo umano. Essi puntavano a rappresentare in maniera occulta la condizione dell’anima impura, rivestita da un corpo terrestre, e avvolta in una natura materiale e fisica.
I Misteri Maggiori (ai quali il candidato veniva ammesso solo dopo aver superato i Misteri Minori) erano sacri a Cerere, la madre di Persefone, e la raffigurano vagante nel mondo alla ricerca della figlia rapita. Cerere portava due torce, intuizione e ragione, perché l’aiutassero nella ricerca della sua bambina perduta (l’anima). All’iniziato veniva insegnato come intercedere presso Plutone per permettere a Persefone (la sua anima) di ascendere dall’oscurità della sua natura materiale alla luce dell’intelletto.
I Misteri Maggiori, annunciavano, attraverso mistiche e splendide visioni, la felicità dell’anima che veniva purificata dalla contaminazione della natura materiale, e si elevava costantemente verso la realtà della visione spirituale. Quando veniva così svincolato dai ceppi dell’argilla e delle illusioni terrene, l’iniziato era liberato non solo per la durata di questa vita, ma anche per tutta l’eternità, perché da allora in poi mai sarebbe stato privato di quelle qualità dell’anima che dopo la morte sarebbero stati i suoi mezzi di manifestazione ed espressione nel cosiddetto regno dei cieli.
Nella visione Eleusina, l’uomo dopo la morte non è né migliore, né più saggio, rispetto a quanto lo fosse durante la vita. Se non si erge sull’ignoranza durante il suo soggiorno qui, nella vita presente, l’uomo va incontro alla morte per l’eternità, vaga per sempre, commettendo sempre gli stessi errori. Se non supera qui il desiderio dei beni materiali, se li porterà con sé nel mondo invisibile, dove, non potendo mai soddisfarne il desiderio, persisterà in un’agonia senza fine.
L’Inferno di Dante descrive simbolicamente le sofferenze di coloro che non hanno mai liberato le loro nature spirituali dalle passioni, abiti, punti di vista e limiti delle loro personalità Plutoniche. Coloro che non avevano compiuto alcun tentativo di migliorare se stessi (le cui anime hanno dormito) durante le loro vite fisiche, passavano alla morte nell’Ade, dove, giacendo in lunghe file, avrebbero dormito per tutta l’eternità come avevano dormito durante la vita.
La natura umana, o fisica dell’uomo, secondo questa dottrina, è una tomba, un pantano, una cosa falsa e non permanente, la fonte di tutto il dolore e la sofferenza. Platone descrive il corpo come il sepolcro dell’anima; e con questo non solo la forma umana, ma anche la natura umana stessa. Quando determinate aree del cervello sono stimolate dai processi segreti dei Misteri, la coscienza dell’uomo si estende, e gli è permesso di vedere gli immortali ed entrare in presenza delle divinità superiori.
Un antico iniziato disse che i viventi sono dominati dai morti. Solo chi ha familiarità con il concetto Eleusino della vita potrebbe comprendere questa affermazione. Significa che la maggior parte delle persone non sono guidate dai loro spiriti viventi, ma dalle loro personalità animali senza senso (quindi morte).
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