DIALOGO, CONFRONTO E CONDIVISIONE COME LINFA DELLA LOGGIA

La parola è quel fonema che permette agli esseri umani di comunicare verbalmente fra loro. L’ uomo è l’unico animale creato da Dio dotato di questa facoltà che unita al libero arbitrio, fa di esso un essere pensante, infatti la parola è colei che genera il pensiero e non il contrario. La parola nel mondo profano, può avere tanti ruoli, a seconda di come viene utilizzata, come strumento di consolazione, come arma di offesa o di difesa, come strumento di mediazione ed empatia oppure confronto e scoperta. Una loggia senza l’utilizzo di questo dono non sarebbe la stessa cosa o forse non esisterebbe. L’ apprendista che non può esercitare questa facoltà da essa acquisisce la possibilità di pensare, il compagno che ha appreso l’arte,  può invece cominciare ad esercitarla, cosciente del fatto che non è finito qui il suo lavoro e l’esercizio degli strumenti a lui concessi faciliteranno il suo lavoro ma gli sarà richiesta molta più precisione e applicazione nel suo operato. Il maestro che esercita da molto più tempo la parola con maestria, dovrà mantenerla di grande qualità e migliorarla, per poterla trasmettere in maniera adeguata, poiché ciò influirà sugli operai del tempio a cui si lavora. Fondamentale sarà l’utilizzo della parola del Maestro Venerabile che rappresentato simbolicamente dalla statua di Minerva, irradia di luce la loggia con la sua saggezza che per mezzo della parola arriva dai piani superiori a quelli inferiori come pioggia rigenerativa e che più di ogni altro maestro unisce la propria parola all’ azione concreta, trasmutando la teoria in pratica, la filosofia in saggezza.

La loggia vive di ciò che è il dialogo libero, all’interno di quelli che sono princìpi condivisi da tutti coloro che ne fanno parte e che esprimono il loro sapere in base al percorso fatto e quello da fare, senza essere giudicati, senza pregiudizio in base al grado ed al ruolo ricoperto, perché è solo tramite il confronto che l’individuo e la loggia potranno crescere costruendo quei ponti che uniscono due punti divisi da qualcosa o qualcuno. I punti di vista espressi da persone con ruoli diversi, gradi diversi e storie diverse rappresentano il vero valore aggiunto, in merito al fatto che una stessa cosa può essere osservata da punti di vista diversi, che non abbiamo mai contemplato oppure più semplicemente ci riportano a vedere chi siamo stati e chi vorremo essere. La loggia è anche paragonabile ad una pianta, dove il dialogo diventa linfa che alimenta la pianta, il confronto sono gli eventi favorevoli o avversi che la fanno crescere e la fortificano, la condivisione è la capacità di attrarre elementi che condividono lo stesso habitat e contribuiscono ad arricchirlo e migliorarlo. Personalmente non riesco ad immaginare un quotidiano senza utilizzare la parola, mi accompagna nel mio lavoro e nella vita privata dove ogni rapporto è accompagnato da questa facoltà. La parola è come il  tratto di una penna che unisce i punti isolati su un foglio di carta, che una volta uniti danno vita ad un disegno  e che nella vita reale rappresenta la comunità, luogo dove si cresce, ci si confronta e si matura. Un uomo finché dotato di parola non sarà mai solo, ma sarà sempre connesso con l’altro e con il tutto, dove anche le situazioni che sembrano perdute possono essere recuperate e dove la nostra immagine caduta in disgrazia può essere riabilitata, ovviamente come ogni strumento va saputo usare e per imparare non c’è modo migliore che esercitarlo e sbagliare. Si parla spesso del pregiudizio, che soprattutto coltivato dai superficiali ,sono soliti giudicare un libro dalla copertina, trovano solo tramite l’ascolto della parola, un cambio di idea, rimanendo stupiti e  dissolvendo pian piano quella nebbia mentale della quale sono prigionieri , allora ecco che la parola aiuta a fare la differenza ed a definire chi siamo noi ed anche le persone che ci circondano