Nel seguente brano, proveniente dalla sapienza dell’antico Egitto, emerge il mistero dell’opera delle Gerarchie nella costruzione dell’essere umano. Un mistero che Rudolf Steiner, con la sua rivelazione, ha reso comprensibile all’uomo del presente periodo di civiltà, utilizzando un linguaggio adeguato ai tempi. L’uomo del periodo egizio, invece, riusciva ancora a intravedere questo mistero attraverso la veggenza.

La Tradizione è unica, perenne e immutabile. Tuttavia, assume forme diverse a seconda delle epoche e dei luoghi. È essenziale che coloro che aspirano a una conoscenza esoterica comprendano questa verità fondamentale.

“L’Enneade ha creato la vista attraverso gli occhi, l’udito attraverso le orecchie e la respirazione attraverso il naso. Questi organi trasmettono le percezioni al cuore.

Grazie al cuore, esiste ogni conoscenza, e la lingua esprime ciò che il cuore ha formulato.

Così nacquero tutte le potenze creatrici, l’essere e il non-essere (Atum) e la sua Enneade. Ogni parola divina si manifesta in funzione del pensiero del cuore e dell’espressione della lingua.

Così furono create le energie creatrici e le qualità dell’essere. Furono generati tutti i cibi e gli alimenti salutari grazie al Verbo.

Così fu data la vita al giusto e la morte all’iniquo.

Così furono creati tutti i tipi di lavoro e tutte le categorie di artigiani, l’azione delle mani e il movimento delle gambe, la mobilità di ogni membra secondo l’ordine formulato dal cuore ed espresso dalla lingua: un ordine che crea continuamente il significato delle cose.”

(Pietra di Sabaka, Antico Regno, 2500 a.C. circa)

In queste parole, tramandate attraverso i secoli, si coglie la profonda consapevolezza della relazione tra il cuore, come centro della conoscenza e della volontà divina, e la parola, come strumento di manifestazione creativa. L’antico testo egizio rivela una comprensione simbolica e spirituale dell’uomo, che trova eco nella Tradizione perenne e nelle interpretazioni moderne.