
Per poter introdurre la tavola architettonica della serata dal titolo “Il dubbio nel percorso iniziatico” dobbiamo prima fare una premessa analizzando i 3 elementi cardine sui quali tutto il discorso si poggia: la Libera Muratoria, l’Iniziazione e il Dubbio che ne deve derivare.
La libera muratoria alla quale siamo stati Iniziati attraverso il Rito di Kilwinning deriva direttamente dalle antiche corporazioni di muratori e di architetti, originariamente dedite a tramandare le segrete regole del mestiere e a garantire tutela e assistenza agli affiliati. In quelle prime logge, una volta che furono accettati membri che nulla avevano a che fare con l’arte muratoria, si respirò un generico cosmopolitismo umanitario, un ideale astratto di liberta e di fratellanza morale che si congiunse con la più ampia tolleranza in materia religiosa e un sincero rispetto per le leggi dello Stato.
Da qui passiamo direttamente all’Iniziazione cioè all’ammissione nell’ambito di una conoscenza o di una pratica riservata o segreta, per lo più di carattere religioso o, più raramente, tecnico.
Il nostro essere iniziati al Rito di Kilwinning è stato proprio questo, fare il primo passo in un percorso iniziatico a carattere tradizionale che ci guida attrraverso l’esoterismo alla conoscenza di noi stessi.
Il terzo elemento introduttivo è il dubbio, vale a dire la condizione di parziale o totale incertezza, che rende per il momento impossibile ogni posizione sicura o definitiva sul piano della conoscenza o dell’azione. Questo per quanto riguarda la vita profana. Diverso è il dubbio se analizzato dal punto di vista iniziatico.
Da qui propongo il mio personale punto di vista sulla rappresentazione del dubbio nel percorso iniziatico:
Il dubbio è il presupposto per poter fare il primo passo verso la luce.
Quante volte nella nostra esistenza abbiamo avuto magari per anni un’idea o un preconcetto anche molto radicato in noi e successivamente un evento o semplicemente un pensiero che in maniera improvvisa si manifestava nella nostra mente in un batter di ciglio ha messo in discussione?
Al riguardo vorrei proporre un aneddoto facente parte della cultura taoista:
Un falegname intento a tagliare la legna nel bosco si accorse di non trovare più la sua accetta.
Nel mentre si accingeva a cercarla scorse tra gli alberi un ragazzo che somigliava al figlio di un suo vicino di casa mentre si allontanava velocemente verso la città.
Decise quindi di seguirlo.
Una volta raggiuntolo si mise ad osservarlo.
Più lo osservava e più era evidente che quel ragazzo si muoveva come un ladro, parlava come un ladro, si comportava come un ladro.
Era evidente che era lui il colpevole!
A quel punto il falegname decise di andare a riprendere le sue cose nel bosco e successivamente di tornare in città per parlare con il padre del ragazzo.
Ma mentre rifaceva su le sue cose si accorse che piantata nel tronco di un albero vi era la sua accetta.
Il falegname la prese fra le sue mani, rifletté un poco e tornò in città.
Una volta in città, rivedendo il figlio del suo vicino di casa, notò in realtà che non si comportava come un ladro, non parlava come un ladro e certamente non era lui un ladro.
Questo breve racconto ci fa riflettere su come il giudizio sulla realtà che ci circonda sia condizionato dalla nostra mente.
Il protagonista non ha gli strumenti che sono propri di chi, come noi, ha intrapreso un percorso iniziatico, ma ha fatto il primo passo.
Egli ha messo in dubbio un suo preconcetto.
Questa è una caratteristica fondamentale che a mio avviso rende emozionante ogni tornata.
Intraprendere un percorso iniziatico significa anche entrare in contatto con concetti o nozioni ai quali da solo difficilmente ti saresti potuto approcciare.
Il cammino iniziatico ci porta ad oscillare tra le fughe del pavimento a scacchi della vita, tra il bianco ed il nero, tra la loggia ed il mondo profano nella misura in cui le nostre domande ed i nostri dubbi ci spingono ad avanzare.
In altre parole il dubbio è lo strumento con il quale noi liberi muratori aneliamo alla verità.
Per concludere propongo un mio personale pensiero:
Molte volte sono entrato in loggia per partecipare ai lavori e alla successiva discussione con delle idee formate in anni di studio o di riflessione. Idee così radicate in me che mai avrei sognato di poter cambiare in maniera definitiva e per giunta in un momento. Questo è proprio quello che è accaduto. Dopo l’intervento di un Fratello, dopo aver ascoltato la sua esposizione dell’argomento, quello che consideravo un caposaldo del mio pensiero ha lasciato spazio ad una nuova visione.
Credo che ciò sia potuto accadere solamente grazie a quel Dubbio Iniziatico che è nato in me grazie al percorso intrapreso.
E di questo ne sono felice.
Ho detto
Emiliano Menicucci
Del “dubbio” hanno parlato Santi, Filosofi, artisti incredibili (Sant’Agostino, Cartesio Kant Leopardi, Voltaire etc). Esprimere un parere su questo argomento mi mette quindi soggezione ma ci provo. Il dubbio è una parte fondamentale dello sviluppo della intelligenza spirituale di una persona: è lo strumento che consente di sospendere il giudizio, quindi superare il pregiudizio. È alla base della tolleranza, perché solo il dubbio ci consente di ascoltare il parere degli altri, sopratutto se molto distanti e diversi da noi. È la base del libero pensiero della nostra fratellanza. Il dubbio è la benzina della nostra ricerca, probabilmente è la scintilla che ci ha portato nel percorso iniziatico. Il.dubbio che , forse, tutto quello che ci hanno raccontato fino ad oggi quanto meno andasse messo in discussione. Il dubbio brilla nel cuore degli umili, non dimora in quello degli arroganti. Non avere dubbi ma solo certezze credo sia drammatico. Forse i mostri che la storia della umanità ha conosciuto non avrebbero commesso le loro atrocità se avessero messo in dubbio le loro idee. Quindi il dubbio è lo strumento, o forse l’arma principale di un apprendista perché è proprio in questa fase del nostro percorso che dobbiamo metterci fortemente e pienamente in discussioni. Concediamoci, come ci insegna il detto, il beneficio del dubbio. Ho detto
Francesco Ropresti
Con il dubbio si rafforza la fiducia nel prossimo. In ogni ambiente avere il dubbio aiuta nei rapporti e rende un luogo sano. A volte ci viene spontaneo avere il sospetto in qualcosa o qualcuno…….proviamo a dare agli altri il “beneficio del dubbio” di essere onesti e di avere buoni propositi. Tutto questo è un lavoro per essere più armonioso nei rapporti. Concedere a se stessi il dubbio è un ottimo inizio per avere più fiducia nel proprio io. Non per ultimo vi confesso che il dubbio, prima che facessi parte di questo Rito, era qualcosa di negativo per me. Il dubbio mi risultava qualcosa di non positivo, losco, oscuro. Una sovrastruttura inculcata che, col passare del tempo, si è sempre più alleggerita fino a sgretolarsi, dandomi la possibilità di vedere oltre a ciò che mi è stato propinato, imposto. Siate dubbiosi per vedere l’invisibile nel visibile…. Ho detto.
Andrea Spampinato
?Prima l’uovo o prima la gallina¿
A questo antico dubbio si potrebbe dare un infinito numero di risposte o semplicemente non rispondere. Ma se si concorda, “hic et nunc”, che un uovo “ É “ quello che è e la gallina “ È “ quella che è, ecco allora la questione assumere connotati metafisici, prescindendo quindi da ogni dato connesso all’esperienza dell’uomo, lasciando quindi cadere la domanda stessa.
Si può concordare pertanto che il dubbio, è prerogativa della dimensione umana ed esiste se riconosciuto come suo esclusivo sentimento. Un atto del processo del pensare che l’uomo vivendo compie nella relazione tra Se e Se o tra Se ed il contesto in cui vive.
Ma per non dare alcunché per scontato, soffermandosi sull’aspetto letterale della parola, potrebbe valere la pena tentare di coglierne l’etimologia.
Si ricondurrebbe l’origine di questa parola alla radice sanscrita dva o dvi (due), poi traslata nel greco doiazein (dubitare) e nel latino dubium (dubbio). Il suo significato connesso alla parola due (o almeno due, comunque più di uno), esprimerebbe incertezza di giudizio tra diversi e/o contrarii fenomeni della realtà o di una determinata situazione, un disequilibrio nel tentativo di comprenderla prima e trovarvi poi una collocazione del se rispetto ad essa.
Come insegna il proverbio latino “il dubbio è il padre del sapere” (di chi? ancora una volta dell’uomo). In tale concezione il dubbio, assume la qualità di forza propulsiva ed equilibratrice per il prossimo passo, verso il compimento del destino dell’uomo nel processo evolutivo dell’imparare.
Si potrebbe dire che il DUBBIO, figlio dell’uomo e delle forze convettive che risiedono in questo essere, oscillando tra lux et tenebrae, tra verità e menzogna, preme e si libera attraverso la soluzione che riequilibra e placa l’incertezza, stavolta mutandosi da figlio in padre.
Sul profilo iniziatico nel dubbio si può riconoscere uno strumento di grande valore. Questo, come l’asta lo è per il funambolo, è un strumento per percorrere in equilibrio la strada tra sé e la conoscenza e al tempo stesso la bacchetta del rabdomante che lo conduce all’acqua.
Nel dubbio iniziatico si può riconoscere quella fiamma alchemica, del processo del “SOLVE ET COAGULA”, che disgrega le sovrastrutture dell’ego e le ricompone nel percorso del cambiamento spirituale. Il dubbio che i simboli della Libera Muratoria siano le briciole di Pollicino e devono essere seguite così come sono per raggiungere l’elevazione spirituale.
Mettere in dubbio le proprie convinzioni, comprese quelle che ci vengono propinate dall’esterno, ci predispone a cercare e a vedere oltre i veli dell’apparenza senza “fermarsi alla prima osteria”.
Ci aiuta a raggiungere quel grado di consapevolezza per prendere coscienza, imparare e forse ricordare anche che siamo parte di un contesto cosmico, dove tutto appare interconnesso e in equilibrio e dove ogni nostra azione o non azione può avere ripercussioni su esso e sulla vita in esso, positive o negative, sia nell’immediato che nel lungo termine.
Per questo è alto il senso di responsabilità nel libero muratore, perché egli, raggiungendo lo stato di essere illuminato diviene agente del divino.
Antonio Cozzolino
Riflettendo sul dubbio sono arrivato alla conclusione che il dubbio è qualcosa di essenziale per l’uomo, perché è quel motore che avvia la sete di conoscenza, che ti porta a cercare e a scavare ovunque per arrivare a togliertelo. Pensavo che su ogni cosa che ci si pone davanti bisogna sempre lasciare il famoso beneficio del dubbio perché nella vita poche cose sono certe, secondo me.
Da questa riflessione è uscito fuori un noto filosofo, Cartesio, e solo dopo aver approfondito le sue origini e le sue filosofie, devo dire che ne sono stato molto colpito.
Cartesio estese la concezione razionalistica di una conoscenza ispirata alla precisione e certezza delle scienze matematiche a ogni aspetto del sapere.
E secondo Cartesio il dubbio è alla base della vera conoscenza perché solo mettendo in discussione le vecchie conoscenze si può arrivare ad un principio resistente ad ogni dubbio, un principio solido che può diventare la base per le altre conoscenze.
Leonardo Lunetto
Cari fratelli nel pensare cosa fosse il Dubbio, da occhi profani e da occhi di fratello, ho dovuto prima capire cosa fosse il dubbio per chi, nei tempi antichi, avesse coniato questo termine. Parola di estrazione latina, il “dubium” deriva dall’aggettivo “dubius” che, a sua volta, deriva da “duo” cioè due. E subito è venuta alla mente la cosa più scontata ossia la dualità che fa parte di noi in tutto quello che facciamo e siamo ed è sorprendente come questo argomento attanagliasse da sempre l’uomo. Cercando sempre un po’ di più viene fuori che le più grandi menti del passato hanno lavorato sul dubbio. A partire da Socrate che si è interrogato sul dubbio, inteso come analizzare sempre le certezze di chi pensava di avere il sapere assoluto. Non era un porre un veto a prescindere ma credeva che le certezze cosi presentate potevano avere un’altra versione o visione (da qui credo il significato di due) e quindi essere di conseguenze delle false certezze. Ne fece sicuramente un dogma della sua vita tant’è vero che la sua frase “so di non sapere” è un lascito per l’umanità che, se ben colto, sprona l’uomo a ricercare sempre la giustezza e non lasciarsi trasportare da una facile verità.
Il dubbio ha interessato anche le parole di Sant’Agostino, uno dei padri della Chiesa, che guardava al Dubbio come al mezzo per la verità ma riconoscendone i limiti. Limiti in quanto riteneva che dubitare sempre di tutto, a prescindere, snaturava la vera intenzione del dubbio stesso, contraddicendosi. La persona che senz’altro ha elevato il Dubbio, come importanza quale strumento di lavoro, è Cartesio il quale vedeva il dubbio come un metodo di lavoro. Non era solo un interrogarsi quanto non si ritenesse sicuro di una certezza ma bensì partiva dal concetto che qualsiasi verità o certezza era solo frutto del dubbio. Il “cogito”, il pensare era di per sé l’espressione di un essere senziente e sapiente, requisiti importanti per la ricerca della verità; il suo “cogito ergo Sum” “penso, quindi sono” racchiude tutta l’idea della ricerca della verità di Cartesio.
Ho detto facile verità perché, nel nostro mondo moderno forse, dove tutto è veicolato dai social media, da media politicizzati o deviati da interessi, il dubbio non dovrebbe solo cogliere noi fratelli che lavoriamo e lavoreremo tutta la vita per capire e conoscere noi stessi ma anche le persone del mondo profano. Vivo, per esperienza personale e soprattutto professionale nel dubbio su ciò che leggo e vedo, una cosa che probabilmente mi portava da ragazzo quando, iniziando ad essere adolescente, periodo in cui si comincia a mettere in dubbio, magari come forma di protesta, i dogmi dei genitori o di altre figure “adulte”.
La ricerca di certezze mi ha sempre spinto a leggere, leggere costantemente e magari anche diversi punti di vista. Vivo nel costante pensiero di dubitare sempre su quello che faccio e penso perché mi permette di filtrare meglio per arrivare, almeno nella mia mente, ad una certezza di pensiero o azione che creo sia giusta.
Marco De Giovanni
Il dubbio e’ una costante nella vita di un iniziato.
Esso, permette di non avere nessuna verità tra le mani, rimanere umile e pronto ad ascoltare chiunque.
Mettersi in discussione e’ l’atto più importante, solo chi lo fa può modificarsi, evolvere, assumere forme geometriche diverse da poter combaciare con la vita, la famiglia, il lavoro, l’amore….
Convivere con il dubbio non vuol dire assolutamente essere goffi, o ignoranti…bensì consapevoli dei misteri dell’universo, siamo dei granelli di sabbia in un universo infinito.
“So di non sapere” e’ il primo passo che si fa per iniziare a “nosce te ipsum”.
Concludo citando Socrate “e’ sapiente solo chi sa di non sapere, non chi si illude di sapere e ignora perfino così la sua ignoranza”.
Antonio De Chiara
Il Dubbio è un elemento alla base del Percorso Iniziatico. Il dubbio è quel metodo/strumento/filosofia che ci consente di evitare di pensare di essere detentori di verità assolute ma solo della propria visione personale. Il dubbio è ciò che ci fa stare in pace con noi stessi e con gli altri, predisponendoci all’amore fraterno. Il dubbio è ciò che ci fa mettere sempre in discussione e che ci consente quindi davvero di eliminare gradualmente le sovrastrutture e conoscere noi stessi, perchè le certezze sono pietre mal poste e che coprono la Luce. Il dubbio è ciò che ci fa sempre tornare indietro a controllare se le fondamenta dell’edificio che stiamo costruendo sono ancora salde. Il dubbio è ciò che ci consente di imparare e non di realizzare il palcoscenico del nostro Ego. Ho detto
Alessio De Martis
Il dubbio è ciò che ha contraddistinto l’uomo nella sua storia ed è stato l’elemento chiave nella sua evoluzione. Mettere in dubbio ciò che lo circondava e non riusciva a comprendere, ha permesso di raggiungere quelle vette odierne di umanesimo e tecnologia. E quante altre vette lo attende.
Circa il ns percorso iniziatico, il dubbio è quel primo passo che facciamo già da iniziati, mettere in dubbio noi stessi.
Ma, così come per l’evoluzione umana, anche al dubitare di noi stessi e delle nostre convinzioni deve seguire un azione proattiva in tal senso per trasformare quel dubbio in qualcosa che possa arricchire noi stessi e farci progredire, altrimenti si rischia di rimanere perennemente nell’incertezza.
Ho detto.
Luca Guiducci
Dubbio, è il non cedere alla tentazione delle proprie certezze, e riflettere prima di agire.
Il dubbio, ci aiuta ad avere un senso del limite, a non sentirsi onnipotenti e infallibili.
A parer mio, quando siamo troppo convinti di essere dalla parte della verità e non riusciamo ad ascoltare le ragioni degli altri, non è segno di intelligenza ma una debolezza.
Dobbiamo imparare ad ascoltare gli altri, non negare il confronto, anche quando si hanno opinioni molto diverse e pensare bene prima di agire.
Il porsi domande, il mettersi in gioco senza pregiudizi è il passo importante nell’avvicinarsi sempre di più ad un risultato soddisfacente, alla verità.
Manuel Morici
Il dubbio iniziatico, per me, è la scintilla che porta un profano a mettere in discussione le sue certezze, la realtà che lo circonda, la società e gli schemi che essa impone, e che gli fa chiedere se c’è di più di quello che vediamo. Questo genera curiosità, alimenta la voglia di scoprire e scoprirsi, ed è il bisogno di risposte che porta ad intraprendere il cammino iniziatico verso la verità.
La ricerca della verità passa proprio dal mettersi in discussione, ascoltare gli altri, osservare da punti di vista differenti, mettendo in dubbio la propria verità e la verità che viene imposta dalla società, dalla massa.
Questo concetto è anche collegato al concetto di umiltà, caratteristica fondamentale per un apprendista. Se non si è umili non si riesce a mettere da parte le proprie convinzioni o le proprie verità, per poter ascoltare liberamente, capire, crescere. D’altronde, non si può “Apprendere” se si sa già tutto.
Io mi unisco al pensiero di Socrate: “l’unica cosa che so è di non sapere”.
Ho detto